TiBre, Prc: Donini non ceda alle pressioni e confermi lo stralcio del secondo lotto

10573765_967257856617649_1422910452_oNei giorni scorsi l’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Donini, ha proposto di stralciare il secondo lotto della Ti.Bre e di sostituirlo con lo sviluppo del corridoio ferroviario Tirreno-Brennero e con una Cispadana urbana che dia continuità al primo lotto. Questa proposta, che nasce dall’assenza delle risorse necessarie da destinare a tutte le autostrade che la Regione vorrebbe realizzare, ha mosso la reazione scomposta di Confindustria e delle lobbie del cemento, che spalleggiate da Lega Nord e Forza Italia, chiedono a gran voce a Donini di ritornare sui suoi passi.

Se non ci stupiscono le proteste delle destre, sempre molto attente a difendere gli interessi che stanno dietro alla costruzione delle grandi opere, ci stupisce di più che queste proteste siano condivise da parte del Pd parmense che, evidentemente, è ancora legato a un modello di sviluppo obsoleto e insostenibile. A tutti costoro ricordiamo che l’Emilia-Romagna non ha bisogno di nuove autostrade, ma di investire in mobilità sostenibile per recuperare il gap che ci separa dall’Europa più moderna e metterci in condizione di uscire dalla crisi con infrastrutture davvero competitive.

Rifondazione Comunista da sempre contrasta l’idea del Pd di fare dell’Emilia Romagna la regione delle autostrade, e in questa occasione non possiamo che sostenere la proposta dell’assessore Donini, e anzi lo invitiamo a non cedere alle pressioni e a mettere al più presto nero su bianco gli annunci. Eravamo a Sissa-Trecasali l’11 aprile scorso alla manifestazione promossa dai movimenti e dai Comuni No Ti.Bre, e oggi invitiamo il consiglio provinciale di Parma e l’assemblea dei Sindaci, convocati per lunedì 26 ottobre, a condividere definitivamente la proposta della Regione.

Sappiamo bene che la giunta Bonaccini non si è convertita improvvisamente e che stralciare solo il secondo lotto della Ti.Bre mantenendo il primo, è funzionale al vero obiettivo della Regione, ovvero di fare della Cispadana l’autostrada che dal Tirreno raggiunge l’Adriatico. Questo è un obiettivo che continuiamo a contrastare, perché insostenibile dal punto di vista economico e ambientale, ed è per questo che mentre appoggiamo l’idea di stralciare il secondo lotto della Ti.Bre continuiamo a chiedere anche la cancellazione del primo. Ricordiamo, infatti, che il primo lotto del Ti.Bre ha un costo pari a 513 milioni di euro, cioè 42 milioni per chilometro, che già oggi gli automobilisti pagano con un aumento del pedaggio del 7,5% all’anno dal 2011 al 2018, e che prima ancora della sua realizzazione è già una delle autostrade più care d’Italia.

Rifondazione Comunista si è sempre battuta contro la grande rete autostradale che la Regione porta avanti attraverso la Realizzazione di Cispadana, Bretella Campogalliano-Sassuolo, TiBre e Passante Nord (e molto probabilmente anche il tratto autostradale della Romea da Porto Garibaldi a Ravenna), e crederemo alla conversione della giunta Bonaccini alla mobilità sostenibile solo quando tutte queste opere, che servono solo a foraggiare i cementificatori e non risolvono il problema del traffico locale, saranno cancellate interamente.

Il nostro impegno prosegue in questa direzione accanto a tutti coloro che lavorano per un altro modello di mobilità per la Regione Emilia Romagna.

Stefano Lugli, Segretario regionale PRC Emilia Romagna
Paola Varesi, Segretaria provinciale PRC Parma

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