Ti.Bre, bene lo stralcio del secondo lotto. Ora si cancelli anche il primo.

11153511_967260163284085_1757539108_oBocciata l’ambiguità del Pd, lascia esterrefatti il comportamento del Sindaco di Parma, Pizzarotti, che con la sua assenza impedisce all’assemblea dei sindaci di esprimersi contro la Ti.Bre

La Regione Emilia Romagna stralcia il secondo lotto della Ti.Bre autostradale dall’elenco delle opere strategiche e investe sul raddoppio ferroviario della Pontremolese.

È una buona notizia per due motivi. Perché chi in questi anni si è battuto contro questa inutile autostrada porta a casa un primo parziale risultato. Perché l’idea di una Regione con 4 nuove autostrade voluta da Bonaccini inizia a sgretolarsi di fronte ad una realtà in cui all’opposizione radicata dei territori si somma l’assenza di risorse pubbliche e private per queste nuove colate di cemento.

La decisione definitiva della Regione arriva dopo un dibattito che ha visto emergere le pressioni delle lobbie economiche schierate perché il sogno autostradale non scomparisse e tutta l’ambiguità del Pd di Parma. Se nella direzione provinciale il Pd decide di non decidere schierandosi contemporaneamente sia per l’autostrada sia per il raddoppio ferroviario della Pontremolese, in consiglio provinciale approva una mozione per ribadire la centralità dell’opera autostradale.

Lascia esterrefatti il comportamento del Sindaco di Parma, Pizzarotti, che con la sua assenza fa saltare l’assemblea dei sindaci, convocata contestualmente al consiglio provinciale per esprimere un parere sulle scelte di viabilità, nella quale poteva emergere un indirizzo politico nettamente contrario alla soluzione autostradale. Il sindaco di Parma, mancando nel consesso più importante, quello in cui le sue parole di contrarietà all’opera potevano essere tradotte in atti concreti, fa un regalo al partito trasversale del cemento.

Sappiamo bene che la giunta Bonaccini non si è convertita improvvisamente e che stralciare solo il secondo lotto della Ti.Bre mantenendo il primo, è funzionale al vero obiettivo della Regione, ovvero di fare della Cispadana l’autostrada che dal Tirreno raggiunge l’Adriatico. Questo è un obiettivo che continuiamo a contrastare, perché insostenibile dal punto di vista economico e ambientale, ed è per questo che continuiamo a chiedere anche la cancellazione del primo lotto della Ti.Bre per destinare le relative risorse alla Pontremolese. Ricordiamo, infatti, che il primo lotto del Ti.Bre ha un costo pari a 513 milioni di euro, cioè 42 milioni per chilometro, che già oggi gli automobilisti pagano con un aumento del pedaggio del 7,5% all’anno dal 2011 al 2018, e che prima ancora della sua realizzazione è già una delle autostrade più care d’Italia.

Rifondazione Comunista si è sempre battuta contro la grande rete autostradale che la Regione porta avanti attraverso la realizzazione di Cispadana, Bretella Campogalliano-Sassuolo, TiBre e Passante Nord e il nostro impegno prosegue in questa direzione accanto a tutti coloro che lavorano per un altro modello di mobilità per la Regione Emilia.

Stefano Lugli, Segretario regionale PRC Emilia Romagna
Paola Varesi per la Segretaria provinciale PRC Parma

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