Successo della festa di Liberazione di Parma

timthumb.phpPartita con qualche preoccupazione per il maltempo, venerdì scorso, la festa di Liberazione di Parma, si è conclusa con un indubbio successo. La partecipazione è cresciuta nel fine settimana, la presenza ai dibattiti è stata sempre buona e così alle diverse iniziative.

Un esito che non era per nulla scontato. La scelta di organizzare la Festa è stata presa dal Comitato provinciale in un momento di grandi difficoltà politiche ed economiche. Pesava l’esito negativo delle elezioni politiche, uno stato complessivo di depressione del partito, qualche ulteriore, ed in genere inutile, eccesso di conflittualità interna.

Presentava qualche rischio anche la scelta di tenere la festa in una collocazione del tutto inedita, il campo sportivo di Baganzola, una frazione che si trova ad un paio di chilometri da Parma. Si è poi rivelata una scommessa del tutto positiva per la possibilità di utilizzare nel modo migliore gli spazi e perché la zona è ampiamente delimitata da una cornice di alberi ad alto fusto che la rende accogliente.

Chi entrava nella zona della festa veniva innanzitutto accompagnato da una mostra sulla storia del Partito Comunista Italiano e dalle sagome in cartone a grandezza naturale con le foto di una decina di figure della resistenza antifascista parmense. Martiri della libertà che non devono essere dimenticati e che il centro per lo studio dei movimenti ha disseminato per alcune settimane in tutta la città, per poi essere riunite tutte nella festa di Baganzola.

Buon esito hanno dato i dibattiti. Il primo è stato dedicato all’esperienza rivoluzionaria dell’America Latina, con il contributo di una esponente del Partito Socialista Unito Venezuelano, fondato dal compianto presidente Chavez. Impegnata in particolare nel tessere la solidarietà reciproca tra Venezuela e Cuba, Flor Elisa Perez ha potuto fornire un quadro aggiornato in tempo reale dell’innovativa e complessa esperienza socialista venezuelana.

Sabato sera la festa ha dato la parola al direttore di Liberazione, Dino Greco, al quale toccava affrontare il tema: “esiste un’alternativa all’Europa delle banche?”. L’incontro ha consentito di aggiornare l’analisi sulla crisi economica e sociale e sull’impatto sempre più drammatico che ha sulla vita della gente. Rompere con il laccio che l’Europa neoliberista sta mettendo al collo dei popoli, questo è l’obbiettivo che deve orientare la lotta politica dei prossimi mesi. E per questo, ha aggiunto Greco, occorre radicare socialmente il Partito della Rifondazione Comunista per farlo uscire dalla situazione di difficoltà in cui versa.

Un intenso programma ha concluso la festa alla domenica. Prima la bella presentazione della figura di Enzo Jannacci, con molti dettagli poco conosciuti anche a chi ne ha seguito la lunga e affascinante carriera artistica, fatta da Nando Mainardi (autore del libro su colui che è stato definito il “genio del contropiede”). Alcune canzoni di Jannacci sono state eseguite ed abilmente reinterpretate dal cantautore piacentino Davide Zilli.

Un bell’intermezzo è stato rappresentato dalla presenza dei Gang che non hanno potuto tenere il concerto previsto per il venerdì precedente a causa del tempo incerto. Hanno comunque voluto garantire la loro presenza, richiesta a gran voce dai loro fans, offrendo qualche canzone, tra cui quella, intensa e commovente, dedicata ai sette fratelli Cervi. A fianco a loro c’era Adelmo Cervi che di quella grande famiglia continua a tenere vivo il ricordo con molta passione e molto spirito.

Alla fine si è svolto il dibattito sull’esperienza dell’amministrazione “5 stelle” di Parma guidata dal sindaco Pizzarotti. Al confronto, promosso da Rifondazione Comunista e coordinato dalla segretaria provinciale Paola Varesi, hanno partecipato tutti i più significativi gruppi e movimenti cittadini. Il giudizio sull’esperienza dei “grillini” è stato unanimemente critico e di grande delusione anche da parte di chi, come l’Avv. Arrigo Allegri di “Monumenta”, aveva dato all’inizio il proprio diretto sostegno all’attività della Giunta. Non si tratta solo di inesperienza ma di un approccio su tutti i temi principali (inceneritore, privatizzazioni, gestione del debito, scuola, cultura, ecc.) che può essere definito solo come “conservatore”, secondo la sintetica valutazione avanzata per tutti da Maria Cristina Quintavalla.

Franco Ferrari
Comitato Politico Federale – PRC Parma

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