Pizzarotti, che fine ha fatto lo stop al consumo di suolo?

CORNOCCHIO, ancora cemento su aree verdi. Dove è finita la promessa della giunta Pizzarotti di fermare il consumo di suolo e la cementificazione?

cornocchio-sudUna delibera del Consiglio Comunale proposta e votata da Effetto Parma cementifica spazi verdi nel Quartiere San Domenico, in zona Cornocchio, in modo del tutto immotivato.

Si tratta di un quartiere artigianale con qualche abitazione e isole di verde, abbastanza appartato rispetto ai flussi di traffico di via Baganzola e via Reggio.

“Troppa tranquillità e troppo verde” hanno pensato i nuovi epigoni della Parma città cantiere, meglio movimentare un po’ la faccenda. Ed ecco la ricetta in tre mosse: una strada di collegamento tra Via Reggio e Via Baganzola che costeggi il fiume Parma, nove edifici plurifamiliari, un supermercato di 1500 metri quadri.

Si giustifica il tutto sostenendo la necessità di riempire un “vuoto urbano a lungo incompiuto”.

Davvero le aree verdi sono da considerare un “vuoto urbano”? Non si poteva valorizzare in altro modo queste aree?

Noi siamo convinti di sì. Così come sarebbe da valorizzare con una migliore pavimentazione e manutenzione il percorso ciclopedonale che corre sull’argine della Parma, al posto di un nuovo, insensato asse stradale.

Questa nuova strada otterrebbe soltanto il risultato di inserire nella spirale del traffico una fetta di territorio che attualmente ne è coinvolto solo marginalmente. Se sono necessari spazi commerciali, a poca distanza, su via Baganzola, esistono già edifici a destinazione commerciale, solo parzialmente utilizzati e si potrebbe valutare l’ipotesi di un percorso ciclopedonale per collegare il quartiere in alternativa all’uso dell’auto. Si possono valutare altre ipotesi per un piccolo commercio di vicinato.

Ma un supermercato di quelle dimensioni a chi si rivolge?

Non sicuramente al ristretto numero di abitanti della zona, tanto più se non si costruiscono nuove abitazioni, come consiglierebbe il semplice buon senso; basta guardarsi attorno per rendersi conto della grande quantità di alloggi abbandonati o sfitti, alcuni costruiti e mai abitati, e che andrebbero destinati a risolvere l’emergenza casa in città.

Nel caso, poi, il progetto di supermercato si rivolga a un bacino di utenza più ampio, è evidente a tutti che la città è più che satura, potremmo dire sommersa di strutture del genere.

A chi serve dunque tutto questo?

E’ un nuovo segnale che, insieme, ai progetti di estensione dell’aeroporto e del nuovo Mega Mall di Baganzola, ci parla ancora una volta di un progetto di città ben lontano dall’arginare fenomeni di incontrollata espansione urbana e rivela un’idea di sviluppo del territorio pericolosa e fallimentare.

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