NO alle grandi opere inutili, SI ad un piano di mobilità sostenibile

Lo dicevamo qualche mese fa e continuiamo a ribadirlo: non si può tornare a questa “normalità”.

Non si possono, ancora oggi, considerare prioritarie “grandi” opere inutili e dannose con il loro carico di inquinamento atmosferico e consumo di suolo.
E’ ora, anche nell’ambito dei trasporti, di pensare ad una riconversione ecologica, abbandonando folli e criminali progetti quali nuove arterie autostradali, TiBre e Cispadana solo guardando alla nostra provincia, o come il progetto di ampliamento e riconversione cargo dell’aeroporto di Parma (1 e 2), in pericolosa interconnessione con il nuovo magazzino Amazon, infrastruttura ad uso e consumo di pochi privati, ma finanziata anche con soldi pubblici (12 milioni di euro dalla Regione e 5 milioni di euro dal Comune di Parma).
Opere che rappresentano un danno per l’ambiente e per la salute (oltre che per le tasche) dei cittadini e che rivelano una visione miope ancorata ad un modello di sviluppo fallimentare ed ecologicamente e socialmente insostenibile.
Prioritari sarebbero investimenti ingenti in mobilità dolce, pedonale, ciclabile e ferroviaria, investimenti che potrebbero realmente migliorare e di molto la qualità della vita nelle nostre città e nei nostri territori, oltre che ridurre l’impatto ambientale dei trasporti di merci e persone in una Regione, che, non va dimenticato, dovrebbe porsi come obiettivo prioritario, di salute pubblica, l’emergenza inquinamento atmosferico e consumo di suolo.
Emergenza che riduce già oggi l’aspettativa di vita di chi abita la nostra Regione e ha come conseguenza l’aumento di malattie cardio-respiratorie e non solo.
Ribadiamo il nostro fermo NO alle grandi opere, aerocargo in primis, e pensiamo siano gravi le responsabilità che Regione e Comune di Parma si stanno assumendo nel delineare ancora una volta un grigio futuro per il nostro territorio, per la qualità della vita di generazioni presenti e future, in totale sudditanza agli interessi e ai profitti di pochi privati, a discapito dell’ambiente, della salute e del benessere di cittadine e cittadini.

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