NO alla guerra tra poveri. NO al fascismo che la fomenta.

antifascisti

Restiamo umani, restiamo antifascisti

Viviamo tempi difficili, nei quali stanno drammaticamente venendo al pettine i nodi un sistema in profonda crisi, sociale ed ecologica, tempi in cui esplodono contraddizioni violente ed emergono problemi complessi maturati in decenni di politiche liberiste che hanno prodotto un vero disastro.

Insicurezza e paure attraversano sempre più le nostre vite, in una società nella quale presente e futuro sono segnati da preoccupazioni e incertezze: il lavoro che non c’è e quando c’è è precario, ricattabile, senza orari, sottopagato; i continui tagli allo stato sociale che mettono in discussione diritti fondamentali come quello alla casa, all’accesso ai servizi, alle cure mediche, all’istruzione e alla cultura, ad un’accoglienza degna; la crescita della povertà e delle difficoltà ad arrivare alla fine del mese e a costruirsi e mantenere una famiglia…

Queste difficoltà segnano le vite di tanti abitanti di Parma, italiani e non. Sono le difficoltà di chi vive e convive soprattutto nei quartieri popolari, ai margini della città, in periferie che, complici anche le disastrose scelte urbanistiche degli ultimi decenni, sono sempre più ridotte a dormitori, abbandonate a loro stesse e sulle quali ricadono a pioggia tutti i problemi di una società sempre più ingiusta.

Chiunque viva in città, indipendentemente dal proprio luogo di provenienza, ha diritto ad una vita tranquilla e serena, ha diritto ad attraversare senza paure i quartieri e le strade di Parma, ha diritto a guardare al proprio presente e al proprio futuro con speranza e fiducia.

Siamo convinti che paura e insicurezza, come tutte le emozioni, siano legittime e non debbano essere di per sé colpevolizzate; siamo preoccupati, invece, quando questi stati d’animo vengono alimentati dalla propaganda politica, in particolare delle forze di estrema destra fascista e razzista, pronte, come sciacalli, ad additare facili capri espiatori e arruolare nuovi soldati in un’assurda guerra tra gli ultimi e i penultimi.

E’ bene ricordarlo: non c’è società più insicura e spaventosa di quella che si realizza nel fascismo, la storia dovrebbe avercelo insegnato. Una società autoritaria e repressiva che nega ogni libertà democratica, mentre conserva intatti i privilegi della minoranza che detiene ricchezza e potere.

Il fascismo è un cancro che è proliferato nei momenti di crisi del sistema, ha represso con la violenza le lotte dei lavoratori, diviso le persone nel nome di una presunta supremazia nazionale, o meglio razziale e, nel promettere ordine e disciplina, ha fatto precipitare l’Europa nel baratro della guerra, delle leggi razziali, della dittatura più brutale. E’ bene non dimenticarlo mai.

Dobbiamo avere memoria di cosa il fascismo sia ed evitare di ricadere in errori drammatici, anche quando la propaganda fascista sembra offrire soluzioni facili e pronte per l’uso.

Lo spaccio sotto casa, ad esempio, non è che la punta dell’iceberg di una montagna di problemi ben più profondi.

Certo serve offrire soluzione concreta a problemi concreti, ma è bene essere consapevoli che per risolverli alla radice è necessario rimboccarsi le maniche e battersi per costruire un’altra città, un altro Paese, un altro mondo possibile. Di fronte a problemi tanto complessi è necessario un impegno di lungo periodo che richiede la massima unità fra coloro i quali, indipendentemente dal luogo di nascita, sono vittime dei processi in atto.

La paura e l’insicurezza si vincono certo con interventi di contrasto all’illegalità diffusa e una maggior presenza delle forze dell’ordine nei quartieri grazie ad adeguati finanziamenti.

La paura e l’insicurezza si vincono, però, anche allargando le nostre rivendicazioni a politiche di contrasto all’uso e al commercio della droga, che vadano a colpire realmente l’impero miliardario del narcotraffico, centro degli affari delle mafie nazionali e internazionali.

La paura e l’insicurezza si vincono mettendo al sicuro diritti fondamentali come quello alla casa, investendo in servizi, assistenza, rifinanziando sanità, istruzione, cultura, contro tagli e privatizzazioni.

La paura e l’insicurezza si vincono provando a ricostruire relazioni solidali, investendo in accoglienza, integrazione, mediazione culturale.

La paura e l’insicurezza si vincono con politiche pubbliche di creazione di nuovi posti di lavoro, riduzione dell’orario a parità di salario, abolizione delle leggi sulla precarietà lavorativa che sempre più si fa precarietà esistenziale.

La paura e l’insicurezza si vincono con la redistribuzione della ricchezza e l’eliminazione della povertà, garantendo a tutti la possibilità di un’esistenza libera e dignitosa.

La paura e l’insicurezza si vincono con politiche di pace e di cooperazione che pongano fine alle strategie coloniali e di guerra che NATO e grandi corporations mettono in atto, in giro per il mondo, per il controllo delle risorse e che costringono alla miseria e poi alla fuga milioni di uomini, donne, bambini.

Paura e insicurezza cresceranno, invece, se si insegue la propaganda razzista e fascista che semina odio e vuole dividere le classi popolari in funzione della nazionalità.

Dal momento in cui la povertà cresce per tanti mentre crescono le ricchezze miliardarie di pochi, anche nel rivendicare il diritto ad una città e ad un’esistenza più sicura, dovremmo farlo unendo le aspirazioni degli ultimi con quelle dei penultimi, in una lotta del basso contro l’alto, contro i privilegi delle élite economiche e finanziarie e contro un sistema che produce barbarie, per costruire una società nella quale ci sia posto per tutti, tranne per chi sfrutta il lavoro degli altri.

Per tutta questa serie di ragioni, come Partito della Rifondazione Comunista ribadiamo la nostra ferma condanna all’ennesimo tentativo della destra fascista e razzista di cavalcare il malcontento popolare e accogliamo l’appello promosso dall’ANPI provinciale per un incontro, Mercoledì 13 alle ore 18 in Piazzale Barbieri, fra le forze antifasciste e democratiche cittadine.

Faremo la nostra parte affinché Parma, città delle barricate, possa rendersi protagonista al più presto di un’ampia mobilitazione, una riscossa popolare che rimetta al centro la lotta per i diritti di tutti, che rifiuti la piaga del razzismo e provi a ricostruire anche nei quartieri popolari una fitta rete di relazioni solidali e mutualistiche, primo argine alla propaganda fascista.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Parma

Giovani Comuniste/i Parma

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