Le radici di una sconfitta

di Giovanni Bastoni (PRC)

L’accensione del “bio – inceneritore” dimostra che non è sufficiente urlare contro la casta e che è limitato è limitante invocare il primato di una tecnologia quale terreno esclusivo della risoluzione di problemi che hanno complessità di natura sociale.

E’ ormai evidente che focalizzare l’azione politica contro la cosiddetta casta , opacizza la realtà delle forze sociali in campo , gli interessi che rappresentano e il meccanismo di produzione e riproduzione sociale che alimenta le dinamiche di impoverimento complessivo della condizione umana in cui oggi siamo immersi.

Per fondare una prospettiva di reale alternativa , e’ necessario porre in evidenza come negli ultimi anni il ciclo di accumulazione del capitale si sia esteso a tutte le sfere dell’esperienza sociale e dei beni collettivi e che le stesse lotte sui territori , l’attacco ai fini dello sfruttamento da parte dei poteri economici e la difesa dei beni ambientali comuni e paesaggistici da parte dei cittadini , sono espressione del conflitto tra la proprietà privata dei mezzi di produzione e circolazione della ricchezza economica e naturale da una parte , e il carattere sociale della produzione e della fruizione di queste risorse dall’altra .Da anni siamo immersi in una tendenza dell’accumulazione capitalistica ad estendersi a tutti gli aspetti della vita individuale e sociale , quindi altrettanto complessa e globale deve essere la risposta da parte delle forze che si oppongono alla mercificazione del lavoro , dell’ambiente e della stessa esistenza relazionale. Il lavoro stesso perde progressivamente la sua valenza di vettore della dignità umana se non riafferma un proprio specifico ruolo nei processi produttivi.

Le stesse questioni ambientali chiamano in causa questa dimensione specifica del lavoro. I problemi ambientali per trovare una soluzione reale e di prospettiva , devono non solo conciliare occupazione e tutela dei valori biologici degli ambienti , ma rilanciare il ruolo della classe lavoratrice nei processi di verifica e di controllo. E’ il tema della democrazia economica, senza la quale le stesse ipotesi di democrazia politica, oggi particolarmente sentite , risultano inevitabilmente deboli. Le stesse rappresentanze sindacali devono essere espressione di una visone generale della società che impegna la controparte ad orientarsi verso modelli di sviluppo in cui la variabile ambientale è centrale.

In caso contrario accade ciò che a Parma abbiamo sempre denunciato: l’imbarazzante silenzio delle principali organizzazioni sindacali di fronte al progetto della metropolitana a Parma. Senza un progetto alternativo di società che dia respiro al proprio agire , si subisce inevitabilmente il ricatto occupazionale e si è portati ad accettare , purché crei e consolidi lavoro , qualsiasi infrastruttura. Anche il settore pubblico , inteso nella pluralità delle sue articolazioni dallo Stato centrale fino al livello amministrativo , deve recuperare un ruolo di guida e di pianificazione della crescita. Una crescita che sia costruttiva , e non distruttiva , di valori sociali e ambientali sempre più umani e umanizzanti. Una crescita in cui i valori d’uso recuperano dimensione rispetto a quelli di scambio.

La prospettiva di una crescita costruttiva sul piano umano e ambientale e la centralità del valore d’uso e dei servizi sociali orientati al benessere collettivo sono la condizione necessaria per rilanciare la pensabilità di un futuro che sia totalmente altro rispetto all’attuale orizzonte di mercificazione integrale dell’essere sociale. Sono quindi categorie indispensabili per una adeguata rifondazione delle politiche per il cambiamento strutturale delle società e sono certamente da preferire a quella di decrescita felice che si presenta piena di ambiguità. Anche per quello che riguarda l’inceneritore , la sconfitta delle forze politiche , dei cittadini e di tutte le ‘persone di buona volontà’ che si sono opposte alla partenza del forno inceneritore , affonda le sue radice nell’assenza di una prospettiva politica anti-sistemica forte.

Maledire astrattamente la casta è solo utile a veloci carriere politiche, la razionalità di una tecnologia di fronte ad un’altra non è , purtroppo , sufficiente a modificare i rapporti di forza. Per fronteggiare adeguatamente i poteri forti è necessario creare un ampio fronte di lotta che unisca il mondo del lavoro con le lotte dei cittadini contro il progressivo avvelenamento dei lori mondi naturali e con il bisogno di felicità e di senso dell’uomo contemporaneo alle prese con una condizione di atomizzazione , di isolamento sociale e di esistenza alienata rispetto alle qualità più specificatamente umane.

La guerra del capitale è totale , la lotta degli anticapitalisti deve essere quindi unitiva la pluralità dei bisogni umani. Una lotta che apre al futuro , una lotta in cui sogni collettivi diventano realtà concrete di anticipazione di un’utopia di radicale cambiamento senza la quale la politica non è umanizzazione del mondo e senza al quale le stesse esistenze umane si degradano annichilendosi su un presente eternamente uguale a se stesso e pertanto privo di senso. Per questo motivo sul piano politico é necessario ricostruire un’alleanza tra un’avanzata lotta di classe, capace di ricomporre il mondo del lavoro nelle sue moderne articolazioni , con la pluralità dei bisogni di cambiamento che arrivano da una società sempre più sfruttata e sempre più violentata nella sua dignità. Una lotta di classe che nel ricomporre il mondo del lavoro si incontra e si congiunge con le lotte per l’ambiente e per la ricchezza esistenziale umana. Le lotte per l’ambiente e per la dignità umana a loro volta richiedono una nuova organizzazione sociale del lavoro e qui nasce il problema della democrazia economica.

Il ruolo dei comunisti è mantenere aperta e lavorare per questa prospettiva. In questa fase dobbiamo porci a fianco delle realtà che hanno deciso di continuare la mobilitazione contro questa macchina di morte. Dare il nostro contributo affinché questa lotta sia sempre più partecipata e si arricchisca di capacità critica rispetto alla totalità sociale e possa fondare le basi di un nuova realtà politica composita e plurale per dare un nuovo futuro alla nostra città .

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