La sinistra in Italia e in Europa

di Franco Ferrari

L’ultimo dei seminari del PRC in preparazione del dibattito congressuale che si concluderà ai primi di dicembre a Perugia ha coinvolto diversi partiti della sinistra europea.

Nell’ambito di un dibattito che ha intrecciato temi politici e temi organizzativi sono intervenuti Gilles Garnier del Partito Comunista Francese e del Front de Gauche, Heinz Biernbaum della Linke tedesca e Vassilis Primakiris di Syriza. Grande interesse per i loro interventi che hanno fornito utili spunti di conoscenza e di confronto di realtà politiche spesso affrontate in Italia “per sentito dire” e con lo sguardo più alle polemichette interne alla sinistra che ad una vera conoscenza delle situazioni.

Fra i temi affrontati dagli ospiti stranieri voglio segnalare le informazioni fornite da Garnier sul dibattito piuttosto vivace in corso nel Front de Gauche francese sulle prossime elezioni amministrative. Da un lato la posizione dell’ex candidato alle Presidenziali Jean-Luc Melenchon che sostiene la necessità di una presentazione autonoma del Fronte data la politica ultramoderata dei socialisti attualmente al potere con Hollande. Il PCF invece è per un atteggiamento più flessibile che deve tener conto del fatto che in molte realtà locali le sinistre, pur nella loro diversità, governano insieme da molto tempo e che esiste dal basso una forte spinta unitaria che non può essere ignorata. Il Partito Comunista possiede ancora un forte radicamento istituzionale e territoriale, con quasi 1.000 sindaci, una dimensione importante, anche se va considerato che in Francia i Comuni hanno spesso dimensioni piccolissime.

Birnbaum della Linke ha anticipato le previsioni delle elezioni politiche tenutesi domenica e la valutazione sulla situazione del partito della sinistra alternativa tedesca, dato tra l’8 e il 9% come confermato dal voto. Prevista la ripresa dell’SPD, superiore alle aspettative il calo dei Verdi. Per quanto riguarda la vita interna della Linke il compagno tedesco ha sottolineato la grande influenza che ha il femminismo nell’organizzazione del partito. Lo statuto non solo garantisce la metà delle posizioni dirigenti alle donne, ma consente loro di intervenire con grande peso nei congressi e in tutte le sedi decisionali. Birnbaum ha ricordato che la Linke è nata dalla fusione di due realtà politiche, una molto presente e con caratteri di massa all’est e l’altra più militante e radicale ma spesso anche frammentata e litigiosa all’ovest. Il dato elettorale previsto per la Linke e poi confermato è considerato molto positivo perché indica il superamento di una fase politica molto difficile che è sembrata perfino poter portare alla spaccatura del partito che invece si conferma ora come una importante realtà della vita politica tedesca e della sinistra europea.

Vassilis Primakiris ha presentato con molta passione l’evoluzione positiva della realtà di Syriza che i sondaggi danno oggi come primo partito greco. Toccando il tema del giudizio sull’euro (uscire o non uscire dalla moneta unica), l’esponente di Syriza ha tenuto a sottolineare che se la sinistra greca non pone l’obbiettivo dell’uscita dall’euro, mantiene questo obbiettivo come potenziale minaccia qualora non si mettano in discussione le politiche criminali contenuti nei diversi Memoranda imposti al popolo greco. Primakiris ha anche sottolineato che Syriza punta ad un governo con tutte le forze di sinistra greche, compreso il KKE, nonostante la politica settaria e dogmatica che persegue questo partito.

Tra gli intervenuti merita un cenno anche il Prof. Michele Prospero, docente universitario di area PD, il quale ha avanzato una convinta difesa del ruolo dei partiti e di partiti che abbiano carattere di massa e che si colleghino al conflitto sociale. Una visione condivisibile ma che oggettivamente appare in contraddizione con la concezione liberale e la pratica interclassista che caratterizzano il Partito Democratico.

Per quanto riguarda la relazione del sottoscritto che analizzava alcuni aspetti della struttura organizzativa dei principali partiti della sinistra alternativa europea rimando al testo che è stato reso disponibile sul sito nazionale di Rifondazione Comunista.

Le conclusioni di Paolo Ferrero hanno toccato diversi temi tra i quali alcuni di attualità politica come l’importanza della partecipazione alla manifestazione del 12 ottobre in difesa della Costituzione e del lavoro e la necessità di rendere centrale la parola d’ordine della disobbedienza ai trattati europei quando questi vincolano a politiche antipopolari e di austerità, piuttosto che quello dell’uscita dell’euro che rischia di avviare una spirale di ripiegamento nazionalista e “autarchico”.

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