La nostra posizione sulle elezioni provinciali

1395672314569.jpg--sede_provincia_di_parmaSono passati due anni ed ecco che va in scena la farsa del rinnovo dei Consigli Provinciali previsti dalla legge 57/2014 meglio nota come legge Delrio. Una legge che avviava l’estinzione degli stessi Consigli Provinciali eletti a suffragio universale, era per sua esplicita ammissione una legge transitoria.

A questo punto vale la pena ricordare il perché questa legge, era transitoria. La 57/2014 è una legge con un solo art. e al comma 51 recita testualmente: In attesa della riforma del titolo V della seconda parte della Costituzione e delle relative norme di attuazione, le Province sono disciplinate dalla presente legge.

Detto questo ci preme ricordare all’ex Ministro Delrio, dell’ex Presidente del Consiglio Renzi, che la riforma tanto voluta dal loro governo è stata sonoramente bocciata dagli italiani col Referendum Costituzionale del 4 dicembre!

Quindi non ci saranno alcune norme di attuazione a disciplinare la sopra citata legge e che i Consigli Provinciali vanno (ri)eletti a suffragio universale dai cittadini così come recita la Costituzione .

Ma perché noi Comunisti non abbiamo, volutamente partecipato, a questa messa in scena del rinnovo del Consiglio Provinciale:

  1. La Legge Delrio prevede infatti una elezione di secondo livello riservata esclusivamente ai Consiglieri Comunali ed ai Sindaci dei Comuni della Provincia, elezione oltretutto condita da un voto ponderato (come recita il comma 76) sulla base di un indice determinato dalla consistenza demografica del Comune di appartenenza. Detto in altri termini il consigliere di Monchio delle Corti, conta meno del consigliere di Torrile, determinando così un peso inferiore e conseguentemente contano meno i cittadini di Monchio rispetto a quelli di Torrile, a loro volta meno “contano meno” di quelli di Parma e così via. Con questo nobile meccanismo, di un sapore vagamente feudale, in Provincia di Parma sono stati eletti solo 12 Consiglieri a differenza dei 32 Consiglieri quando si eleggevano a suffragio universale, con buona pace della rappresentatività politica, democratica ma soprattutto espressione territoriale!

  2. Tornando alla nostra Carta Costituzionale, ci chiediamo anche alla luce dell’esito referendario, se le Province sono rimaste di diritto uno dei capisaldi dell’architettura istituzionale della Repubblica Italiana, dove è finita la sovranità popolare sancita dall’art. 1 della Costituzione? Inoltre ci chiediamo se l’ Art. 114. Che recita così:La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento”, sia stato abolito!

Noi Comunisti riteniamo che la legge Delrio sia una pessima legge, che ha introdotto solo guasti e che ha ingenerato confusione senza minimamente incidere sui problemi che tutt’ora sentono i territori, dalla manutenzione delle strade a quella delle scuole, alle competenze in materia di ambiente.

Per noi queste sono motivazioni largamente sufficienti ad averci indotto a non presentare liste alle pseudo elezioni del Consiglio Provinciale di Parma, ma invece prodigarsi con tutti i mezzi per sottoporre al vaglio della Corte Costituzionale il provvedimento raffazzonato, anti democratico e demagogico rappresentato dalla legge Delrio”.

La Segreteria provinciale del PRC Parma

Commenta questo articolo!

Loading Facebook Comments ...

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>