In piazza anche a Parma “per il reddito alle persone, la sanità e l’istruzione pubbliche”

scuolaAnche a Parma, Rifondazione Comunista è in piazza, come in decine di città d’Italia, nell’ambito della campagna di mobilitazione nazionale “Per il reddito alle persone, la sanità e l’istruzione pubbliche”.

Di fronte all’emergenza sanitaria, alla grave crisi economica in corso, alle difficoltà di chi si ritrova senza reddito il governo non indica  un progetto per il futuro economico e sociale del Paese che non sia una rinnovata sudditanza al mercato, ai profitti, ai ceti sociali privilegiati impegnati nella rincorsa ad accaparrarsi le risorse finanziarie disponibili.  Tutto al privato, le briciole al pubblico. E’ la tendenza che ha trovato espressione nel piano proposto da Colao: un concentrato delle solite fallimentari ricette liberiste (sgravi fiscali alle imprese, condoni, taglio delle tasse ai ricchi, grandi opere inutili e dannose). Si spaccia per cura la causa della malattia.

Nella stessa direzione spara il “bazooka” (piano regionale di investimento) di Bonaccini, milioni di euro destinati ad inutili grandi opere, centinaia di nuovi km di autostrade e, per il nostro territorio, anche il peso della riconversione cargo dell’aeroporto. Scelte miopi e ancorate ad un modello di sviluppo superato che continua a fare solo danni.

Le risorse finanziarie che si renderanno disponibili per affrontare l’emergenza Covid e la crisi che stiamo attraversando, siano invece occasione per mettere in discussione le politiche fallimentari degli ultimi decenni: per la riconversione ecologica dell’economia, per l’intervento dello stato nella gestione delle aziende strategiche, per sostenere la ricerca come motore per lo sviluppo, per sostenere i servizi che garantiscono i diritti fondamentali, uguaglianza di opportunità, integrazione al reddito e al tempo stesso incremento dell’occupazione, anche attraverso la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Sanità, scuola, edilizia popolare, assistenza dignitosa agli anziani, accesso gratuito per i bassi redditi a trasporti, asili nido, scuole materne, iniziative culturali, sono queste le priorità!

104211174_2364969450468345_4318357246525514403_nL’emergenza covid ha messo in evidenza la fragilità del nostro sistema sanitario nazionale, colpito dal processo di aziendalizzazione e regionalizzazione, dalle privatizzazioni e da tagli pari a 37 miliardi in 10 anni, rivendichiamo: un adeguato rifinanziamento della sanità pubblica per assunzione di nuovo personale, per la stabilizzazione del personale precario, per rifinanziare le strutture di prossimità, per mettere al centro la prevenzione ancor prima della cura, la fine del sistema integrato pubblico-privato, lo stop all’esternalizzazioni.

Altrettanto urgente e prioritario è un investimento nell’istruzione pubblica. Qualsiasi sia lo scenario sanitario a settembre, alcune necessità manifeste prima dell’emergenza si fanno ora più che mai urgenti. L’interruzione forzata della scuola in presenza lascerà indubbiamente un segno nel percorso di crescita e apprendimento di milioni di ragazze/i, anche solo per questo sarebbe necessario un intervento straordinario di rifinanziamento della scuola pubblica, per porre fine al precariato attraverso la stabilizzazione dell’attuale personale e per un grande piano di nuove assunzioni, per poter finalmente abbattere il numero di alunni per classe (perché con 30 alunni per classe non si fa scuola di qualità), per riconoscere stipendi adeguati a tutto il personale della scuola, compresi gli educatori che svolgono un ruolo prezioso e insostituibile, per garantire realmente il diritto all’inclusione scolastica.

Un’altra voce di spesa prioritaria è la riconversione ecologica, un piano pubblico di investimenti nel riassetto idrogeologico del territorio, nel finanziamento a soluzioni improntate alla sostenibilità ambientale nel campo della mobilità, dell’agricoltura, dell’edilizia, della stessa industria. Investimenti in grado di creare nuovi posti di lavoro.

103259846_2364969500468340_8891953545712339996_nServe inoltre garantire un reddito a tutte e tutti, a chi ha perso o non trova un lavoro, a chi ha un lavoro ce l’ha ma precario o sottopagato e fatica ad arrivare alla fine del mese, a pagare affitto e bollette.

E’ possibile fare tutto questo? Sì.

In Europa, ci battiamo affinchè i fondi miliardari previsti non alimentino la trappola del debito e dell’austerità, affinchè la Bce emetta direttamente, come stanno facendo le banche centrali di tutto il mondo, le grandi risorse indispensabili perché tutti i paesi europei superino la crisi senza le gravi conseguenze economiche, sociali e occupazionali già subite dopo quella del 2008.

In Italia, rivendichiamo una tassa sulle grandi ricchezze milionarie, si deve rafforzare la progressività fiscale e colpire davvero l’evasione!

Vanno, inoltre, tagliate le spese militari e si deve evitare di sperperare risorse miliardarie, bloccando finanziamenti a fondo perduto alle imprese (soprattutto a quelle con sede all’estero) e dicendo NO alle grandi opere inutili e dannose (dalla Tav alle nuove autostrade di Bonaccini, al Ponte sullo Stretto, di cui si torna in questi giorni tristemente a parlare).

Non si può scaricare il peso della crisi di nuovo sulle spalle dei lavoratori, serve tutto un altro piano!

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Parma

Commenta questo articolo!

Loading Facebook Comments ...

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>