Il CPF sulle elezioni provinciali

palazzo-della-provincia-1_1_original-2Documento del Comitato Politico Federale del Prc di Parma in occasione delle elezioni provinciali

Attraverso il Decreto 1212, meglio conosciuto come Decreto Del Rio, sono state sciolte le province, invocando un contenimento dei costi e spreco di risorse, ma in realtà si è solo tolto ai cittadini il potere sancito dalla costituzione di decidere i propri rappresentanti.

In virtù di questa decantata riforma, sia il centro destra, sia il centro sinistra, ormai alleati, si spartiranno tutte le poltrone dei consigli provinciali, perché il sistema si basa sul maggior numero di consiglieri precedentemente eletti.
La tanto sbandierata riduzione della spesa infatti, non avverrà mai, è risaputo che il risparmio calcolato sarà solo di un misero punto percentuale, in quanto sono previste solo la soppressione dei gettoni di presenza dei singoli Consiglieri e le indennità degli Amministratori, lasciando inalterato l’intero apparato di enti e partecipate dove si annidano realmente i costi impropri della politica.

In realtà verranno mantenuti tutti gli altri privilegi, saranno introdotti rimborsi a vario titolo e la cosa più grave sarà che questi individui, mai legittimati da un voto popolare, prenderanno scelte strategiche per il nostro territorio mettendosi d’accordo nelle sedi dei partiti eludendo così il controllo dei cittadini sull’Ente.
Questo non lo diciamo noi ma, lo si legge nelle varie relazioni tecniche allegate agli atti parlamentari.

Ma quali sono queste regole che si son costruite addosso a propria misura, per spartirsi la torta i partiti di maggioranza relativa PD e PDL, vediamole nel dettaglio:

•Drastica riduzione di rappresentanti del territorio. Nella provincia di Parma saranno solo 12 i consiglieri provinciali a rappresentare un territorio vasto e complesso, che si estende dall’Appennino al Po, rappresentato dai 46 Comuni.

•Limitazioni alle candidature. Sono eleggibili a Presidente della Provincia i Sindaci dei Comuni il cui mandato scade non prima dei diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni.

•Riduzione della Democrazia e del pluralismo politico. L’elezione avviene sulla base di presentazione di liste sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto. Vale a dire che i piccoli partiti non riusciranno a presentare liste proprie, nemmeno mettendosi insieme fra loro. Il Presidente della Provincia, quindi, sarà escusivamente appannaggio dei due Partiti di maggioranza relativa costringendo tutti gli altri ad una mera comparsa.

•Indroduzione del “voto ponderato”. Ciascun elettore vota un solo candidato alla carica di Presidente della Provincia ed il voto è ponderato. Viene eliminata la basilare regola di “una testa, un voto”. Il voto di un Consigliere del Comune di Parma vale molto di più rispetto al voto di un Consigliere di un Comune della Provincia.

•Esclusione dal voto dei Comuni commissariati. I territori dei comuni commissariai non potrano partecipare alla consultazione e quindi privati di propri rappresentanti.

Queste sono solo alcune delle regole che minano la base del nostro sistema democratico. Attacco che mira ad una sostanziale trasformazione delle Province ad enti di secondo livello.

Pochi rappresentati territoriali per esercitare competenze e funzioni strategiche e fondamentali quali:

•Pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonchè tutela e valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza;

•Pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale, nonchè costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazionestradale ad esse inerente;

•Programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale;

•Raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali;

•Gestione dell’edilizia scolastica;

•Controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale.

Per tutte queste motivazioni il Comitato Politico Federale del Partito della Rifondazione Comunista di Parma, esprime netta contrarietà di fondo a quanto si sta producendo a tutti i livelli istituzionali sulla conto-riforma 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni, e invita tutti gli Amministratori locali dei 46 Comuni della Provincia ad un atto di “disobbedienza civile”, non andando a votare per l’elezione del nuovo Presidente della Provincia di Parma. Un forte e chiaro segnale da inviare al Governo centrale, che da una parte continua lo stillicidio di tagli e risorse preziose agli Enti Locali e dall’altra chiama gli stessi Amministratori Locali a partecipare a questa farsa.

Aveva ragione il compagno Marx ad affermare che “la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. Appunto!

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