Con le donne e gli uomini di Afrin. Contro la violenza fascista di Erdogan!

defend-afrinCON LE DONNE E GLI UOMINI DI AFRIN. CONTRO LA VIOLENZA FASCISTA DI ERDOGAN! DALLA PARTE DELLA RESISTENZA CURDA!

L’esercito turco, che fa parte della NATO, sta portando alle estreme conseguenze l’aggressione al popolo curdo nella regione autonoma del Rojava nel nord della Siria.

La popolazione della città di Afrin è assediata e bombardata dal 20 gennaio: centinaia le vittime tra i civili, decine di migliaia i profughi  che abbandonano le loro case, ora saccheggiate dagli aggressori.

Ricordiamo che la popolazione curda è stata protagonista della straordinaria resistenza che ha permesso di liberare la città di Kobane dagli attacchi dell’ISIS e nel Rojava ha avviato un’esperienza di autogoverno basata sul pluralismo delle culture e delle religioni, sul rispetto delle libertà democratiche e dei diritti delle donne: una nota di speranza in un Medioriente schiacciato tra imperialismi, fondamentalismi, regimi autoritari.

Ora le bande jihadiste cercano la loro rivincita collaborando con l’esercito turco. Tutto questo avviene con la complicità degli Stati Uniti e della Russia. Soprattutto è intollerabile l’indifferenza dell’Europa, più sensibile agli interessi di bottega che al solo conclamato impegno per i diritti umani, per le libertà democratiche, contro il terrorismo fondamentalista.

Anche nei mezzi di informazione è calata una cappa di silenzio su questi atroci avvenimenti.

E’ necessario che tra i cittadini e in tutte le loro associazioni si diffonda e si esprima l’indignazione e la protesta.

Scendiamo in piazza oggi anche a Parma, nel giorno del Newroz, per essere solidali e vicini al popolo curdo in questa situazione drammatica. Stiamo dalla parte della Resistenza curda e dell’esperimento rivoluzionario del confederalismo democratico del Rojava. Proviamo, insieme, a rompere il muro del silenzio calato su Afrin. Denunciamo con forza la violenza fascista del governo Erdogan. Facciamo pressione sulle istituzioni, locali, nazionali e internazionali, affinché si ottenga il ritiro delle truppe turche di invasione.

Non lasciamo sole/i le donne e gli uomini di Afrin!

 

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