Campagna Stop TTIP: firma la petizione online!

Il Partito della Rifondazione Comunista a livello nazionale da tempo aderisce alla campagna contro il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (in inglese Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP), invitiamo a sottoscrivere la petizione contro tale accordo il cui testo e il modulo per firmare online potete trovare qui sotto.

Inoltre alleghiamo sotto al modulo i comunicati stampa del Partito della Sinistra Europea e del Partito della Rifondazione Comunista.

La Sinistra Europea contro il TTIP

L’obiettivo principale di questi accordi tra l’Unione europea e gli Stati Uniti è concentrare l’economia nelle mani di pochi, attraverso la liberalizzazione del mercato, la privatizzazione e la globalizzazione dell’economia, senza la reale globalizzazione delle risorse. Se non li fermiamo, diventeremo la più importante zona di libero scambio al mondo. Il principio della liberalizzazione avrà la meglio su tutto: la sovranità nazionale, i diritti umani, l’ambiente e anche la pace. La NATO, in occasione del vertice a Cardiff il 4 settembre 2014, ha già elogiato il TTIP e creato una forza di intervento rapido per garantire che i principi cardine e le risorse primarie non vengano messi in discussione.

Inoltre, gli Stati membri perderanno la possibilità di ricorso contro le decisioni dei giudici, nel caso in cui una società straniera denunci un governo sul terreno di una legge specifica che danneggi i suoi interessi commerciali.

è facile smantellare le promesse infondate che i sostenitori del TTIP millantano a proposito della crescita economica. Sappiamo cosa è successo con il trattato di libero scambio tra gli Stati Uniti, Canada e Messico. Il Messico ha perso infatti la sua capacità di esportazione contro l’invasione dei prodotti americani. Le condizioni di lavoro sono diventate più precarie e i salari sono crollati.

I lavoratori diventano una semplice merce, e si permetterà che un lavoratore polacco possa essere assunto in Polonia per stringere le viti in una fabbrica in Germania, con le condizioni economiche e dei diritti dei lavoratori del suo paese di origine. Negli Stati Uniti non ci sono diritti collettivi dei lavoratori, valgono solo i singoli rapporti individuali. Nessun lavoratore può rivolgersi a un tribunale. E’ il sogno della capitale e della sicurezza flessibile che si realizza.

La mobilitazione dei cittadini può far fare dei passi indietro al trattato, che è un tentativo di rapina dei nostri diritti e dei servizi pubblici e sociali. Non sarebbe la prima volta. Ricordiamo il NO clamoroso che i francesi hanno dato al Trattato costituzionale del 2005.

La Sinistra europea sostiene e partecipa alle azioni che si terranno a Bruxelles il 18 aprile, il Comitato esecutivo che si terrà questo fine settimana in occasione del CES si unirà alla manifestazione che sfilerà per le strade di Bruxelles con il nostro striscione contro il TTIP e in favore della solidarietà, dei diritti di tutti e per la pace. I partiti della EL parteciperanno nei rispettivi paesi alle manifestazioni organizzate per quel giorno.

Al via la campagna STOP TTIP: Rifondazione c’è!

Come saprete nel giugno del 2013 il presidente degli Stati Uniti e il presidente della Commissione europea hanno lanciato l’apertura dei negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio ed investimenti (TTIP).

I negoziati sono in corso, nella più assoluta segretezza, e l’obbiettivo è concluderli entro il 2015.

Scopo del Trattato (TTIP) è l’eliminazione di ogni barriera “non tariffaria”, ossia la cancellazione di ogni vincolo che limiti la piena facoltà di investimento e la realizzazione dei profitti.

Le barriere “non tariffarie” che si vogliono abbattere sono, sostanzialmente: le tutele e diritti dei lavoratori e dei cittadini, le garanzie di standard di qualità per la sicurezza alimentare e  la tutela dell’ambiente.

Un vero e proprio programma di deregolamentazione utile a consegnare alla concorrenza di mercato i servizi pubblici e settori socialmente strategici, come sanità e istruzione.

E’ inquietante la segretezza che avvolge i negoziati, da cui sono tenute fuori le popolazioni e le istituzioni, un attacco inaudito al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere il merito delle trattative e quale impatto avranno verso le comunità locali.

L’unico diritto garantito è per gli investitori cui viene riconosciuta la possibilità di citare in giudizio le autorità locali qualora avessero “l’ardire” di assumere provvedimenti di interesse generale che possano, in qualunque modo, limitare la libertà di intrapresa e di profitto. Il nostro partito è impegnato, sia a livello nazionale che territoriale, a contrastare il conseguimento dell’accordo, in questo senso abbiamo aderito all’appello della Campagna STOP TTIP, di cui siamo sottoscrittori e parte attiva.

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