Come ripartire? Opere utili e non il “bazooka” di Bonaccini

96412932_3029287183850717_8056649153058439168_nPer ripartire dopo il disastro della pandemia saranno necessarie ingenti risorse finanziarie; spenderle bene è quanto mai importante perché le scelte attuali incideranno sul nostro futuro.

Preoccupano allora le dichiarazioni del Presidente della Regione Bonaccini dalle quali risulterebbe che il nostro territorio abbia bisogno soprattutto di strade, autostrade, aeroporti…e ripropone il completamento dell’autostrada Ti-Bre e l’estensione e riconversione cargo dell’aeroporto a Parma. Due opere disastrose già prima, tanto più adesso. Tra le infrastrutture previste, soltanto il raddoppio e l’elettrificazione della Ferrovia Pontremolese rispetta criteri di mobilità sostenibile. Il resto sono soldi buttati, consumo di suolo, danno ambientale.

Bonaccini Bazooka

Ripartizione dei 14 miliardi di euro previsti dal Piano di investimenti (“bazooka”) di Bonaccini

Eppure proprio questo periodo di emergenza ha reso evidenti, per chi vuol vedere, quali sono le esigenze reali, che cosa è importante e che cosa è secondario, o inutile, o dannoso.

Le difficoltà fanno emergere le fragilità, e così è stato anche questa volta.

- In questi mesi, abbiamo drammaticamente constatato le conseguenze di tagli, regionalizzazione, privatizzazione della sanità pubblica. Servirebbe urgentemente un adeguato rifinanziamento e potenziamento del servizio sanitario pubblico, mentre sono, per ora, del tutto insufficienti le risorse previste, per la sanità, dal piano di Bonaccini;

- abbiamo avuto modo di riflettere sul trattamento che questa società riserva agli anziani che hanno bisogno di assistenza. Sarebbe necessario garantire realmente questo come servizio pubblico, fondamentale, accessibile a tutti e di qualità;

- si è estesa ulteriormente una condizione di povertà troppo diffusa già prima, in contrasto stridente con la ricchezza complessiva della società. Serve, questo a livello nazionale, una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze e ripristinare una forte progressività fiscale;

- anche nella nostra provincia, la precarietà lavorativa si è fatta ancor di più esistenziale, tanti lavoratori hanno perso il proprio lavoro e c’è il rischio che proprio sui lavoratori venga di nuovo scaricata la crisi in atto. Per evitarlo, servono interventi pubblici per il rilancio dell’occupazione, ridurre l’orario di lavoro a parità di salario e garantire un reddito;

- mentre si decretava l’obbligo di stare in casa, ci si è accorti di chi questa indicazione non può rispettarla perché una casa non ce l’ha, o vive in abitazioni degradate. Tanti, troppi, si trovano già ora, nella condizione difficile di non riuscire a pagare affitti e bollette. E’ necessario ripristinare il patrimonio di edilizia pubblica che in questi anni è stato svenduto, cominciando almeno dal ristrutturare e assegnare i numerosi appartamenti di case popolari in attesa da anni di una manutenzione, per la quale non si trovano mai finanziamenti adeguati;

- l’aria che respiriamo, in una zona tra le più inquinate al mondo, riduce l’aspettativa di vita e, come diversi studi rilevano, sicuramente non ha aiutato i nostri polmoni ad affrontare le insidie del virus (da questo punto di vista autostrade, aeroporti, mobilità privata non sono la soluzione, sono il problema) serve puntare realmente su mobilità sostenibile (ferrovie, trasporto pubblico, mobilità ciclopedonale), risparmio ed efficientamento energetico.

In generale tutti i servizi alla persona vanno sostenuti come alternativa stabile alla precaria assistenza emergenziale, che comunque deve essere garantita al meglio.

Rispondendo a queste esigenze, mentre si migliora la vita, si crea lavoro non meno che costruendo strade, autostrade o aeroporti cargo.aeroporto_tibre

Ma il “bazooka” del Presidente della Regione (questa l’infelice espressione coniata dallo stesso Bonaccini per indicare il piano d’intervento regionale) sembra sparare miliardi (quattordici) in tutt’altra direzione.

D’altra parte, da un bazooka, che tra l’altro sembra più un boomerang, non possiamo aspettarci certo opere utili.

Si deve intervenire in modo più costruttivo. La difficile situazione che stiamo vivendo offre l’opportunità di fermarsi a ripensare le nostre città, i nostri territori, l’intera società e mettere in discussione le scellerate politiche liberiste di questi ultimi decenni, non per ripartire come prima più di prima.

Confermiamo il nostro NO, più volte espresso, alla Tibre e alla riconversione cargo dell’aeroporto di Parma. 

E ribadiamo che le priorità di investimento devono necessariamente essere altre: lavoro, sanità e scuola pubbliche, edilizia popolare, garanzia di un reddito, riconversione ecologica, risparmio ed efficienza energetica, agricoltura e mobilità sostenibili.

Pensiamo sia necessario superare l’attuale frammentazione e costruire la più ampia convergenza di forze, partiti, movimenti, associazioni che condividono questa prospettiva e sono interessate a mettere in campo un’agenda alternativa per la nostra città, per la nostra provincia e per l’intera Regione.

Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Parma

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