Appello per una città del lavoro, dei diritti, dei beni comuni

ELEZIONI AMMINISTRATIVE A PARMA 2017

APPELLO PER UNA CITTA’ DEL LAVORO, DEI DIRITTI, DEI BENI COMUNI

Il quadro nazionale e cittadino parlano chiaro: anche a Parma si devono mettere al centro delle scelte amministrative gli interessi dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli, dare risposte concrete ai bisogni delle classi popolari colpite da politiche di austerità che stanno negando diritti elementari, come quello al lavoro, alla casa, alle cure sanitarie e all’assistenza, al libero accesso alla cultura; si deve ripristinare una gestione pubblica e diretta di beni e servizi, sperimentare nuovi e reali percorsi di democrazia e partecipazione, difendere beni comuni, ambiente, territorio, riaffermare il diritto di tutti alla città.

E’ per questo che, in vista delle prossime elezioni amministrative, pensiamo sia necessario superare frammentazioni e divisioni e aggregare cittadini e cittadine intorno ad una proposta unitaria di Sinistra, autonoma e alternativa al PD, esterna al recinto delle primarie.

Una proposta condivisa a sostegno di un unico candidato sindaco, con un programma da costruire insieme, con un percorso realmente partecipato e democratico, che non sia frutto di un esclusivo accordo di vertice tra partiti, ma che dia spazio e voce a realtà di movimento, associazioni, comitati, singoli cittadini interessati a battersi per una città del lavoro, dei diritti, dei beni comuni.

Anche qui a Parma confliggono interessi inconciliabili: da un lato, grandi gruppi economico-finanziari, grandi imprese di costruzione e speculatori edilizi che, da anni, allungano le mani sulla città, dall’altro, chi in questa città vive (a volte sopravvive) con il proprio lavoro. Basta solo pensare all’ammontare del debito o allo stravolgimento urbanistico imposto alla città per accorgersi che ad aver prevalso sono gli interessi dei primi.

Rispetto a questa inconciliabilità di interessi conflittuali, la giunta Pizzarotti non è stata in grado di sottrarsi alla sottomissione a queste forze dominanti. La giunta uscente lascia irrisolti molti problemi sul piano delle scelte urbanistiche, del diritto all’abitare, della ripubblicizzazione del servizio idrico, della mobilità sostenibile, dell’integrazione e coesione sociale, della partecipazione democratica, parola d’ordine degli ex-5 stelle in campagna elettorale ma completamente disattesa nei fatti.

In particolare siamo estremamente critici verso la gestione del debito cittadino, la cui ristrutturazione è andata ad esclusivo vantaggio delle banche e a danno dei cittadini, tradendo l’impegno assunto in campagna elettorale di istituire una commissione d’inchiesta volta a indagare quale fosse la parte di debito illegittimo (frutto di speculazioni, ruberie, gestione privatistica della città da parte delle giunte Ubaldi-Vignali), la sua composizione, le cause che l’avevano prodotta. Questo si è tradotto nell’imposizione delle aliquote fiscali più alte, di tagli della spesa sociale ed esternalizzazione dei servizi.

Allo stesso modo anche il PD, a tutti i livelli (europeo, nazionale, locale) ha sostenuto politiche liberiste (Jobs Act, Sblocca Italia, Buona Scuola, attacco alla Costituzione,…) che hanno accelerato processi di precarizzazione e aggressione ai diritti dei lavoratori, privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge, tagli a sanità e spesa sociale, imponendo vincoli di bilancio che hanno aggravato gli effetti della crisi e dissanguato le amministrazioni locali.

In ambito locale, in questi ultimi anni, dal PD ci hanno separato profonde differenze di vedute su questioni fondamentali: per citare solo un esempio, il sostegno dato dal gruppo dirigente del PD locale alla Ti-Bre autostradale, opera inutile e dannosa, emblematica dell’idea di sviluppo del territorio e della città perseguita dal Partito Democratico.

Per queste ragioni riteniamo inevitabile la ricerca di un percorso autonomo e alternativo.

Denunciamo l’avanzata, anche nella nostra città, di forze di destra, alcune anche dichiaratamente fasciste, che soffiano sul fuoco della guerra tra poveri, facendo leva sulla paura e sul disagio sociale e alimentando le peggiori pulsioni xenofobe e razziste.

A maggior ragione contro questi pericoli è necessaria una proposta politica alternativa, decisamente orientata a sinistra, che rimetta al centro i valori costituzionali di giustizia sociale, solidarietà, inclusione, valorizzando capacità ed esperienze di tutti coloro che, in questi anni, in città, si sono impegnati in questa direzione.

Tante sono le urgenze e le necessità della nostra città:

  • far in modo che il Comune torni a svolgere un ruolo attivo per far fronte all’emergenza lavoro che, fra disoccupazione, precarietà e bassi salari, colpisce soprattutto i più giovani;

  • riaffermare con forza il diritto di tutti all’abitare e a vivere in una città solidale e accogliente;

  • affrontare le crescenti situazioni di povertà e arginare l’attacco allo stato sociale, ripristinando il ruolo del pubblico contro privatizzazioni ed esternalizzazioni;

  • difendere i beni comuni, partendo dalla ripubblicizzazione del servizio idrico;

  • sperimentare reali percorsi di partecipazione e democrazia diretta;

  • porre fine alla svendita del patrimonio pubblico e alla speculazione edilizia, specie su alcuni luoghi simbolo della città;

  • sancire lo stop al consumo di suolo e all’aggressione del territorio, al proliferare di grandi centri commerciali, alla desertificazione della vita sociale, specie nelle periferie;

  • pianificare una valorizzazione diffusa della città, con particolare attenzione alla sicurezza, alla vivibilità dei quartieri popolari, alle esigenze di bambini e anziani, con investimenti in adeguate politiche di accoglienza e integrazione, servizi, trasporto pubblico, rilancio del commercio di vicinato, verde pubblico;

  • puntare su efficienza, risparmio energetico e mobilità sostenibile affrontando strutturalmente il problema dell’inquinamento, riducendo la dipendenza dall’auto;

  • ripensare la vita culturale della città come progetto partecipato, dal basso, che coinvolga soggetti attivi e valorizzi le realtà culturali emergenti, favorendo una diffusione capillare dell’offerta, in primis potenziando il servizio biblioteche.

Ci impegniamo affinché il percorso unitario che proponiamo possa essere un primo passo verso una soggettività aperta in città, che nei prossimi anni, anche oltre l’appuntamento elettorale, fuori e dentro le istituzioni, si batta per una città del lavoro, dei diritti e dei beni comuni, una città solidale, inclusiva, democratica.

Alla luce di queste considerazioni generali, vi invitiamo a sottoscrivere questo appello e a partecipare ad una più dettagliata definizione, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro tematici, di un programma condiviso che renda protagonisti cittadini, associazioni, movimenti e soggetti organizzati della sinistra cittadina, per provare a dare voce, forza e rappresentanza a quella Parma decisa nel riaffermare i diritti negati.

Per comunicare la propria sottoscrizione al presente appello, vi invitiamo ad inviare una mail al seguente indirizzo:

appelloperparma@gmail.com

Primi firmatari:

Abati Bruno, Amadei Giuliano, Amadei Mario, Borghini Susanna, Cardinali Alberta, Cordani, Guglielmo, Chiuri Angelo, Dazzi Mauro, Gandini Riccardo, Gradella Ferdinando, Laviosa Franca, Mambriani Alberto, Marchini Angela, Monteverdi Daniela, Munck Karin, Patrizi Rosanna, Piro Pietro Paolo, Quintavalla Cristina, Ricciardi Giannoni Maria, Ugozzoli Franco, Varatta Antonio, Varesi Paola

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