Affari per pochi, disastri per molti. No all’aerocargo!

volantino-no-cargo-socialCome più volte abbiamo affermato, siamo fermamente contrari al progetto di ampliamento e riconversione cargo dell’aeroporto di Parma.
Abbiamo provato a sintetizzare le ragioni della nostra contrarietà in questo volantino che distribuiremo in città e soprattutto a Baganzola e Fognano, quartieri popolari più direttamente colpiti dal progetto di trasformazione dell’aeroporto.
Al di là dei soliti vuoti slogan su progresso e sviluppo, Comune di Parma e Regione, senza definire alcun dato concreto, oggettivamente valutabile, sulla sostenibilità economica e ambientale dell’opera, continuano a spingere l’acceleratore sul progetto aeroportuale.
Consideriamo grave anche questo atteggiamento.
Non viene spesa una parola per rispondere alle preoccupazioni in merito alla sicurezza, alla vivibilità e all’impatto ambientale del progetto, in un territorio nel quale già l’aeroporto attuale, insieme ad altre opere e infrastrutture, si inserisce in modo estremamente invasivo.
Non una parola da parte di Comune e Regione a proposito del connubio problematico (per usare un eufemismo) dell’aeroporto cargo con il mall, mega centro commerciale previsto a ridosso. Non una parola a proposito dell’inchiesta da parte della magistratura sull’incompatibilità delle due strutture, in base alle normative sulla sicurezza.
Senza una credibile risposta a queste emergenze, Comune e Regione si assumono pesanti responsabilità, confermando la disponibilità a sostenere il progetto di espansione e riconversione cargo, con investimenti per 12 milioni e 5 milioni rispettivamente.
Ci chiediamo se davvero si ritiene prioritario investire denaro pubblico in un’opera ad uso esclusivo dei privati e se non esistano altre possibilità di sviluppo che fare di Parma un polo di smistamento merci, considerando che la nostra città si trova già a pochissima distanza da importanti scali aeroportuali per traffico passeggeri e merci.
E’ un dato di fatto che l’aereo, tra i mezzi di trasporto, a parità di passeggeri a km o di tonnellate di merci a km, sia di gran lunga il più inquinante e climalterante, dipendendo inevitabilmente ed esclusivamente da combustibili fossili.
Prioritari sarebbero investimenti ingenti in mobilità dolce, pedonale, ciclabile e ferroviaria, investimenti che potrebbero realmente migliorare e di molto la qualità della vita nelle nostre città e nei nostri territori, oltre che ridurre l’impatto ambientale dei trasporti di merci e persone in una Regione, che, non va dimenticato, dovrebbe porsi come obiettivo prioritario, di salute pubblica, l’emergenza inquinamento atmosferico e consumo di suolo.
Emergenza che riduce già oggi l’aspettativa di vita di chi abita la nostra Regione e ha come conseguenza l’aumento di malattie cardio-respiratorie e non solo.
Nel ribadire il nostro fermo NO alle grandi opere, aerocargo in primis, pensiamo siano gravi le responsabilità che Regione e Comune di Parma si stanno assumendo nel delineare ancora una volta un grigio futuro per il nostro territorio, per la qualità della vita di generazioni presenti e future, in totale sudditanza agli interessi e ai profitti di pochi privati, a discapito dell’ambiente, della salute e del benessere di cittadine e cittadini.
Siamo convinti sia necessario trovare un’ampia convergenza in città fra tutte le forze politiche e associative contrarie al progetto e, più complessivamente, a questo modello di sviluppo fallimentare ed ecologicamente e socialmente insostenibile. E’ necessario ed urgente costruire occasioni di mobilitazione unitaria in grado di sensibilizzare la città rispetto ai rischi dell’aerocargo e di incalzare l’attuale amministrazione che nei prossimi mesi sarà chiamata ad assumere importanti decisioni rispetto al progetto.

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