Aeroporto di Parma: perché ostinarsi a sprecare denaro pubblico?

aeroportoPer l’aeroporto di Parma, dopo lunga e tribolata sopravvivenza, potrà veramente aprirsi quel roseo futuro insistemente prospettato dalle sempre più numerose dichiarazioni degli amministratori della società per la gestione  aereoportuale, dei rappresentanti delle Istituzioni e degli enti pubblici e privati locali?

Solo una obiettiva valutazione della storia del “Giuseppe Verdi” può aiutarci a  comprendere se sussistono o meno gli indispensabili presupposti per uscire dalle trentennali  difficoltà che hanno caratterizzato la vita del nostro aeroporto. La lettura dei negativi dati di bilancio degli oltre trent’anni di vita e il contesto territoriale della possibile utenza del Giuseppe Verdi hanno, almeno finora, dimostrato che il nostro aeroporto dispone di un bacino d’utenza limitato e, per di più, contornato dalla presenza di strutture aereoportuali (Bologna,Verona, Bergamo e Milano) più che consolidate nel tempo e decisamente concorrenziali con l’aeroporto cittadino.

Considerazioni che trovano piena conferma nella  relazione sulla gestione del bilancio 2012 laddove si legge che “SOGEAP potrebbe pertanto raggiungere una sostenibilità di lungo periodo con un regime di circa 500 mila passeggeri trasportati annui a condizione che la partecipazione ai costi dei vettori venga sostenuto dai soggetti che ne traggono i benefici”. Il numero di passeggeri che potrebbe consentire la sostenibilita’ dell’aeroporto indicato dalla Società consulente di SOGEAP  è ben lontano dall’essere raggiunto. I dati più recenti conosciuti lo confermano. Infatti negli anni 2012 e 2013 il numero dei passeggeri è rimasto al di sotto dei 200.000. Se si considera un arco temporale più lungo qual è quello che va dal 2000 al 2013 la media passeggeri scende a 151.466. Altri segnali negativi arrivano da ben tre Compagnie aeree che operavano nell’aeroporto locale e che nell’anno 2013 sarebbero state poste in liquidazione.

È stata a lungo accreditata l’ipotesi di intervento di investitori privati stranieri, in particolare cinesi, che però dopo aver presa visione dello scalo locale non hanno dimostrato alcun interesse per il nostro aeroporto. Non è per caso ma per senso di responsabilità che nella relazione sulla gestione del bilancio al 31 dicembre 2013 si legge che “In questo scenario non è facile per un piccolo aeroporto quale quello di Parma continuare ad operare…”. Se così è perchè non prenderne atto ed operare le scelte conseguenti?

I bisogni della Città sono tanti: asili, scuole, strade che necessitano di manutenzione non mancano. Perchè ostinarsi a sprecare denaro pubblico in consolidata assenza di risultati  positivi per la nostra città?

Invitiamo alla riflessione il Sindaco, la Giunta, il Consiglio comunale e le forze politiche affinchè prendano atto che i tanti sacrifici finora compiuti si sono rivelati improduttivi e che la speranza che l’aeroporto potesse favorire lo sviluppo del nostro territorio è stata delusa.

La Segreteria Provinciale del PRC di Parma

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